Categorie: Editorial
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Dopo un’esperienza in un’agenzia di consulenza ha vissuto tre anni in Africa, tra Niger e Uganda, lavorando su progetti umanitari, prima di tornare in Italia e ricoprire il ruolo di capo delle Relazioni Esterne dell’azienda di famiglia, le Cantine Ferrari. Camilla Lunelli, 47 anni, erede dell’impero enologico Ferrari, ha fatto delle relazioni umane il fulcro della sua vita e del suo lavoro. L’empatia, la capacità di ascoltare le istanze degli altri e di prendere al contempo decisioni difficili in contesti delicati fanno di lei un modello perfetto di un leader moderno.

Per questo è stata selezionata da Jaguar Land Rover come uno dei cinque Leader by Example, personaggi capaci di creare, attraverso esperienze e comportamenti unici, seguaci nel tempo, scrivendo le pagine del futuro e rispettando al contempo la tradizione. Ognuno di loro rappresenta un lato del pentagono di valori della nuova Range Rover: visione, attitudine, networking, determinazione ed emozione.

Mercoledì 22 marzo Camilla Lunelli è stata protagonista al Politecnico di Torino del secondo dei cinque incontri in programma per la Range Rover Academy, il percorso didattico ideato da Jaguar Land Rover per formare i protagonisti chiave del domani. Durante la lezione il capo delle Relazioni Esterne delle Cantine Ferrari ha spiegato ai giovani studenti come si rapportano leadership e networking.

Come si coniugano questi due elementi?

È necessario distinguere tra relazioni all’interno e all’esterno dell’azienda. Le prime sono fondamentali perchè attraverso esse si costruisce la leadership con il proprio team, puntando sull’empatia. Per quanto riguarda le seconde il collegamento con la leadership esiste ma è un pochino più distante. Un network esterno aiuta sicuramente a creare una leadership. Penso a sedi come associazioni, categorie… Questo tipo di network può aiutare quando c’è da formare un consiglio di amministrazione o quando bisogna costruire una candidatura politica.

Il mondo della comunicazione è cambiato. Sono tornate importanti le relazioni umane. Hai sentito questo cambiamento nel corso degli anni?

La relazione umana c’è sempre stata. Sono cambiate le modalità di comunicazione. Quello su cui mi interrogo è come una relazione personale vada a intersecarsi con una relazione mediata come quella dei social. Con la televisione non si aveva rapporto, si stava in una condizione passiva. Sui social adesso sono tutti anche creatori di contenuti, si dà vita quindi a una relazione attiva. Una relazione virtuale, che per me non ha l’intensità e il valore di una relazione personale. Dobbiamo stare attenti che questo tipo di relazione non vada a sostituirsi completamente a quella personale.

Negli ultimi anni si è riscoperta l’importanza di creare una rete di relazioni umane anche all’interno del luogo di lavoro. Nella tua azienda ritrovi questa condizione?

In questo hanno avuto un ruolo importante i giovani. I giovani chiedono sempre più come modalità di lavoro la flessibilità, che non ha un valore nè positivo nè negativo, perchè non influisce sulla qualità delle relazioni. Però credo che i ragazzi stiano dando un segnale di maggior richiesta in questo senso e penso che le aziende debbano fare il massimo per assecondarli, anche perchè i giovani sono i talenti migliori e bisogna assicurarci che rimangano in azienda.

In questo nuovo mondo del lavoro come cambia il ruolo del leader?

Secondo me il leader di oggi deve essere sempre più pronto a far emergere il lato migliore del proprio team, sempre più disposto ad accogliere le persone a 360 gradi e anche a mettersi in discussione. Nel momento in cui ci si mette in discussione si è pronti ad ascoltare istanze diverse. Ovviamente non tutte verranno accolte, perchè poi una leadership basata sull’autorevolezza e non sull’autoritarismo non deve comunque sfociare nell’anarchia. La leadership prevede anche il fatto che poi bisogna prendere delle decisioni, l’azienda non può essere in balia delle necessità di tutti.

 

Di Matia Venini
Staff writer, Forbes.it

 

Fonte: https://forbes.it/2023/04/07/leadership-moderna-secondo-camilla-lunelli/