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Ti presentiamo “Chi salverà il pianeta?”  la nuova rubrica dedicata ai giovani che con il loro impegno si mobilitano per salvaguardare il mondo dalla crisi climatica.

La prima protagonista è Sofia Pasotto

Come comunicare la crisi climatica nella maniera più semplice e accessibile a chiunque?

#Telospiegasofia.

Sofia ha 23 anni e una voce fresca e decisa. La chiamano divulgatrice perché parla di crisi climatica sui social, ma lei nasce come attivista. Nel 2019 ha fondato Fridays for future Mantova, l’occasione che le ha permesso di parlare e di lottare per quelli che sono sempre stati i suoi interessi: l’ambiente, la natura, il clima e il futuro, quello di tutti. “Ho trovato recentemente la mia tesina di terza media, di cui mi ero quasi dimenticata, e l’avevo fatta proprio sulle fonti da energia rinnovabile!” – racconta ridendo Sofia. Adesso sta frequentando un master a Copenaghen sui cambiamenti climatici e spera che questo percorso le darà accesso al mondo della diplomazia climatica ed ambientale. “Perché se gli altri non cambiano, dobbiamo essere noi a cambiare le cose.”


Sofia quali sono i mezzi con cui comunichi l’attuale crisi climatica?

Principalmente comunico i cambiamenti climatici e quello che sta accadendo al nostro pianeta attraverso dei video. A me è sempre piaciuto stare in piazza con attiviste ed attivisti, però Mantova era una piccola realtà e quindi mi sono chiesta come potevo espandere i valori della lotta al cambiamento climatico al di là dei confini territoriali. Ho iniziato a fare video come se io dovessi spiegare a me stessa dei concetti – riguardanti appunto i cambiamenti climatici – con un lessico semplice, evitando di tralasciare anche quelle nozioni che magari diamo per scontate. E così, dalla necessità di comunicare quello che sta accadendo nel mondo con un linguaggio chiaro e comprensibile, è nato “Te lo spiega Sofia”. Certe volte si tratta di semplificare e, sfortunatamente, finire con l’essereun po’ semplicistici. Però credo che sia fondamentale costruire una base di conoscenza generale, ma accurata, per poi andare ad arricchirla con nozioni più specifiche, anche in base agli interessi. Prima però le persone devono sapere cos’è la crisi climatica e da dove viene.

Quali sono i messaggi che secondo è importante divulgare?

Direi che il messaggio principale che cerco sempre di far passare è “il cambiamento climatico c’è sempre stato, ma non è mai stato così grave, così veloce e causato dall’uomo, come quello che stiamo vivendo adesso.” Oggi sono state – e sono tuttora – le attività umane a generare la crisi che stiamo vivendo, crisi che ha la potenzialità di andare a rompere l’equilibrio dell’ecosistema globale. Un’altra cosa che cerco di comunicare spesso è che c’è ancora tempo, però dobbiamo agire ora. Il tempo che abbiamo è poco, quindi non dobbiamo sprecarlo, non dobbiamo perderlo pensando che sia già tutto condannato e che non possiamo fare la differenza. Molto spesso le persone pensano che agire a livello individuale sia inutile: in alcuni casi posso trovarmi d’accordo, ma noi sottovalutiamo sempre il potere che abbiamo nelle nostre mani, che è il potere del voto. Votare con il clima in mano e in mente – e non con il portafoglio – è oggi fondamentale per cambiare le cose.

Come ti definisci o ti definiscono? Green influencer, divulgatrice, attivista?

Io sono attivista e divulgatrice. Non sono una green influencer, ma faccio divulgazione climatica: chi si occupa di sostenibilità – parola purtroppo abusata – può anche andare a rinforzare il nostro approccio più consumista, promuovendo un prodotto “green” e creandone di conseguenza il bisogno. I miei contenuti spiegano le cause e le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma senza che contribuiscano alla visione capitalista. Parlo di buone pratiche e possibili soluzioni all’attuale crisi, ma ragiono anche di politiche, di cosa possono fare i governi e in che modo potrebbero farlo. Poi, ovviamente, ora sono un’attivista, non una politica, non è compito mio avere e mettere in pratica le soluzioni. Però io cerco di far capire che le soluzioni e le alternative ci sono e devono essere implementate. E per questo purtroppo oggi manca la volontà politica.

 

Come si può sensibilizzare l’opinione pubblica e politica sulle tematiche riguardanti i cambiamenti climatici?

Non credo ci sia un modo giusto o sbagliato per fare attivismo, né per cercare di sensibilizzare i decisori politici. Come attivisti abbiamo provato molte forme di advocacy, dalle manifestazioni di piazza al mail bombing, ma penso che un’azione di grande impatto positivo sarà quella di entrare noi stessi all’interno delle istituzioni come decisori politici. Diciamo tanto che la politica deve cambiare, ma alla fine non cambia. Perché? Perché ci sono le stesse persone che vogliono mantenere lo status quo e vogliono mantenere il potere. Invece oggi l’unica scelta verso cui tutti dobbiamo tendere, dal sindaco al presidente della banca mondiale, è una scelta verde.

Qual è l’azione più importante da compiere ora?

L’azione più importante che va presa ora è decarbonizzare. Quindi cercare di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili che abbiamo sviluppato nel corso degli ultimi decenni e ridurla in tutti gli aspetti della nostra vita, cioè dai trasporti, alla sanità, alle industrie e alla finanza. I combustibili fossili sono ovunque e quindi c’è tantissimo margine di miglioramento, ma bisogna attaccare il problema da più parti. Tutti i settori della nostra vita devono essere decarbonizzati. E l’importante è iniziare. Perché ad oggi abbiamo sentito tante parole, ma stiamo andando dalla parte opposta di quella in cui dovremmo andare.

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di Valeria Pagani

 

 

 

Fonte: https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/il-clima-spiegato-da-sofia—intervista-a-sofia-pasotto-686316