Categorie: Editorial
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È indubbio che in questi ultimi vent’anni sia cresciuta di molto la consapevolezza per le tematiche ambientali e sociali che poi sono due dei tre pilastri della sostenibilità. Si è trattato di una crescita organica che ha coinvolto diversi soggetti sociali, non più solo le organizzazioni no profit, le ONG, i corpi intermedi, ma anche il mondo del business. Oggi a parlare di sostenibilità sono soprattutto le aziende che si trovano a dover governare una transizione, tra il corso forzoso e l’azione spontanea, che rimette in discussione la visione dei modelli di business e di sviluppo finora perseguiti. Non sarà un percorso facile né scontato quello che le aziende dovranno intraprendere, qualora non l’abbiano già fatto. In questa direzione, infatti, spinge in maniera sostenuta l’Europa. La direttiva sull’Economia Circolare, il Green Deal che chiede la carbon neutrality al 2050 e la nuova Corporate Sutainability Directive Reporting (CSRD che prevede l‘ampliamento del perimetro delle aziende che dovranno presentare a partire dal 2026 una reportistica di sostenibilità) sono i tre framework che disegnano chiaramente la rotta del futuro prossimo. Inoltre, dal 2015 l’ONU con l’Agenda 2030, ha rilanciato il ruolo delle aziende, grandi e piccole, considerato dirimente per il raggiungimento dei target dello Sviluppo Sostenibile.
Ma cosa cosa si deve fare concretamente per “portare a terra” il concetto di sostenibilità per un’azienda? Attualmente significa investire in innovazione di prodotto e di processo produttivo finalizzato all’efficientamento energetico e alla riduzione degli impatti ambientali, testare nuove logiche organizzative della produzione, dare spazio alle dinamiche sociali legate al perimetro interno ed esterno dell’impresa. In questo l’Italia potrebbe godere di un vantaggio competitivo vista la presenza della piccola e media impresa che è caratterizzata da organizzazione leggera, filiera corta, flessibilità e velocità nella risposta al mercato.
Quale sentiero stanno seguendo le PMI in ambito di sostenibilità? Quali sfide, opportunità o, al contrario, barriere all’entrata devono affrontare?

Le aziende di dimensioni più considerevoli hanno da tempo già fatto proprie alcune dinamiche di sostenibilità. Oggi le organizzazioni con il maggior potenziale di crescita perseguono strategie orientate alla Corporate Sustainability, ovvero portano all’interno della governance la sostenibilità, facendola diventare un’opportunità competitiva di sviluppo in una prospettiva di generazione di valore condiviso sia a livello economico che sociale. È sempre più presente la consapevolezza della grande transizione che si sta compiendo in questi anni traguardando le imprese verso il valore dei cosiddetti intangible generati internamente, tra i quali la brand reputation ed il parco clienti, il know-how e la ricerca, i comportamenti etici e la supply chain, ma anche altri aspetti, quali il modello di business e il modo di gestire il rapporto con gli stakeholder.

In questo contesto le anche le PMI, che sono il nostro tessuto imprenditoriale, sono sempre più coinvolte. Infatti, le piccole e medie imprese che sono per natura e vocazione maggiormente ancorate alla filiera di appartenenza e al territorio, spesso si trovano ad operare in contesti di sostenibilità di rimbalzo nei quali la sostenibilità non è una scelta consapevolmente intrapresa, ma una richiesta del mercato. Ciò non toglie però che la generazione del valore lungo la supply chainsia un valore in sé. A questo proposito è importante sottolineare che la sostenibilità anche per le PMI è un percorso a tappe che si costruisce nel tempo grazie a visioni di sviluppo, investimenti concreti e contaminazioni fruttuose tra attori diversi della filiera di appartenenza, secondo la logica del portare a valore il miglioramento continuo.

È evidente che la sostenibilità sia una leva di posizionamento e di distinzione del mercato, un fattore di riduzione del rischio nelle dinamiche finanziarie, un incubatore e un acceleratore di innovazione sotto il profilo del prodotto e del processo produttivo capace di dar vita a legami proficui con il territorio in cui opera. Come traghettarla dalla teoria alla prassi?

Strutturare una road map, o un piano strategico di sostenibilità, è il primo passaggio operativo che una PMI può fare per chiarire il suo approccio.

In seconda battuta nelle aziende si deve imparare ad operare in team articolati e trasversaliall’interno dei quali le diverse competenze si fondono per armonizzarsi e operare in contesti nei quali la sinergia e la contaminazione generano significative prese di beneficio e massimizzazione dei risultati.

Ciò è fondamentale per comprendere ed affrontare la complessità che il corretto approccio alla sostenibilità ci pone di fronte.

Ultimo ma non ultimo, imparare a comunicare in maniera corretta e funzionale ai diversi pubblici con i quali si vuole iniziare a dialogare. Non ci dobbiamo dimenticare che la sostenibilità è anche e soprattutto ingaggio e coinvolgimento e una comunicazione etica, trasparente, chiara e consapevole è un ottimo viatico perché la sostenibilità non diventi greenwashing.

E alla fine di questo breve percorso cosa tenere a mente per una PMI che vuole fare della sostenibilità una road map di valore?  Sei spunti di riflessione per crescere e maturare il proprio profilo di sostenibilità, ricordando che quest’ultima è come un sentiero che porta alla vetta di una montagna, si percorre passo dopo passo.

1. Imparare a pianificare
2. Mettere le persone al centro della visione aziendale
3. Conoscere gli stakeholder
4. Innovare processi, prodotti e cultura aziendale
5. Dare valore agli intangibili
6. Coinvolgersi in un impegno a lungo termine

 

GLORIA MILAN
comunicatrice di professione con oltre vent’anni anni di esperienza maturata a livello nazionale e internazionale nei diversi mondi della comunicazione. Fondatrice di ICDLAB Sostenibilità e Comunicazione società focalizzata sulle strategie di sostenibilità e di comunicazione. Già cultrice della materia in comunicazione sociale all’Università di Padova, si occupa consulenza e formazione per aziende e istituzioni sulle tematiche della sostenibilità e della comunicazione. Socia Ferpi (Federazione Italiana Pubbliche Relazioni), è specialist di sostenibilità per Fòrema, società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est. Ha pubblicato alcuni contributi sulla sostenibilità ed è stata relatrice a BledCom 2023.