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La giornata mondiale dell’acqua è stata istituita nel 1992, durante la conferenza della Nazioni Unite di Rio, che ha rappresentato la prima conferenza mondiale dei capi di Stato sull’ambiente. Una delle priorità discusse in quell’occasione fu proprio il problema della scarsità d’acqua. Come riporta il sito delle Nazioni Unite, quando i popoli hanno un accesso ineguale o nullo a questo bene, le tensioni tra le comunità aumentano. Sul nostro pianeta più di 3 miliardi di persone nel mondo dipendono dall’acqua che attraversa i confini nazionali, ma soltanto 24 paesi hanno accordi di cooperazione per l’acqua condivisa.

Con l’aumento degli impatti dei cambiamenti climatici e la crescita delle popolazioni, c’è un urgente bisogno, all’interno e tra i paesi, di unirsi per proteggere e conservare una risorsa divenuta sempre più preziosa.

Uno dei maggiori studiosi sul tema dell’ ”oro blu” è Andrea Rinaldo, professore ordinario di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, primo italiano nella storia ad essere premiato per i suoi studi sul rapporto tra reti fluviali, popolazioni e salute con lo “Stockholm Water Prize”, praticamente un “Nobel dell’acqua”.

La sua ricerca nasce dall’urgenza di comprendere i veloci cambiamenti naturali ed eliminare le disuguaglianze per la ridistribuzione delle risorse.

Come ha dichiarato in un’intervista a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Trento, Rinaldo ha ricordato come l’Africa, dove ha lavorato a lungo, sia un riferimento importante per il nostro Paese. Ottocento milioni di persone africane nel giro di una quindicina di anni vivranno in città che oggi ancora non esistono, con un tasso di evoluzione che ha dello straordinario. L’uso dell’acqua è generalmente assunto dagli economisti come indicatore del benessere economico e sociale di una comunità. In Cina ad esempio, il consumo d’acqua sta aumentando vertiginosamente perché cresce la cosiddetta middle class. La popolazione inizia a stare meglio e quindi utilizza più acqua. Un trentino mediamente consuma 300 litri al giorno, mentre in una famiglia dell’Africa subsahariana la dotazione è quella che una donna riesce a trasportare in un contenitore appoggiato sulla testa, svegliandosi all’alba per raggiungere il pozzo più vicino.  Questo per dire che, strettamente collegate al tema dell’acqua, vi sono fondamentali questioni economiche, sociali, etiche. Secondo Rinaldo non possiamo non osservare che il motore delle migrazioni sono le differenze di benessere in cui viviamo. E queste si misurano in larga misura con l’acqua. Va quindi ripensata alla radice la giustizia distributiva delle risorse idriche, come strumento per la riduzione delle disuguaglianze su scala globale.

Oggi ci sono 2,2 miliardi di persone che vivono ancora senza accesso all’acqua potabile gestita in modo sicuro, mentre altri 3,5 miliardi di persone non hanno possono contare su servizi igienico-sanitari sicuri, e questo è solo uno dei dati rilevati dal nuovo rapporto appena pubblicato dall’Unesco. Quindi l’obiettivo delle Nazioni Unite di garantire un equo accesso all’acqua a tutti entro il 2030 è molto lontano dall’essere raggiunto. “Per preservare la pace, gli Stati dovrebbero rafforzare la cooperazione internazionale e gli accordi transfrontalieri”, dichiara il Direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay. Che, tradotto, significa ripensare le risorse naturali da redistribuire secondo un sistema più equo, trovando accordi pacifici tra le diverse nazioni.

Quando si collabora sull’acqua, si crea un effetto a catena positivo: si promuove l’armonia, viene generata prosperità e si costruisce una maggior resilienza nelle sfide condivise.

Insomma, è assolutamente necessario agire in tempi brevissimi, partendo dalla consapevolezza che l’acqua non è solo una risorsa da conquistare e utilizzare in modo “egoistico”, ma un diritto umano intrinseco ad ogni aspetto della vita di ogni comunità.

 

di Marco Camporese

 

 

 

Fonti:

https://www.un.org/en/observances/water-day

https://webmagazine.unitn.it/eventi/118624/acqua-fonte-di-giustizia

https://www.rainews.it/articoli/2024/03/giornata-mondiale-dellacqua-unesco-la-crisi-idrica-minaccia-la-pace-01a7a07a-69a3-4a68-967f-88fa97c17e09.html