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E’ passato un anno dalla morte di Jina Mahsa Amini, la 22enne curda arrestata dalla polizia morale iraniana perché non portava correttamente il velo. L’episodio, l’ennesimo di questo tipo, ha scatenato un’ondata di proteste non solo a favore della parità di genere e dell’abolizione di leggi come quella sull’hijab obbligatorio. I manifestanti, in maggioranza giovanissimi, chiedono la fine della Repubblica islamica, libertà e diritti sociali. La risposta del governo di Ebrahim Raisi è stata una repressione brutale, che ha causato almeno 500 morti e decine di migliaia di arresti. Il movimento “Donna, vita, libertà” nato dalle proteste e sostenuto anche dalla diaspora iraniana all’estero al momento non sembra in grado di rovesciare il regime, ma alcuni cambiamenti finora impensabili, come l’abbandono del velo a Teheran e altre città, sono già in atto. Ne parliamo con Kimia Ghorbani, giornalista di Iran International, e con Saeed Aman, membro fondatore del trio BowLand, alla prouzione, chitarra, basso e tastiere

https://www.raiplaysound.it/audio/2023/09/Radio3-Mondo-del-15092023-35fea130-2c71-4e2a-9fd7-ee0849c24d31.html