Tecnologia avanzata e quotidianità digitale: la simulazione in Africa

L’introduzione di dispositivi e programmi ad alta tecnologia all’interno di una facoltà di medicina dell’Africa subsahariana risponde a una duplice transizione, sia generazionale che clinica, profondamente radicata nella realtà odierna. Da un lato, vi è la constatazione che il mondo giovanile si è evoluto in modo globale: gli studenti mozambicani possiedono una familiarità digitale quotidiana legata all’uso comune di smartphone e strumenti informatici. L’introduzione di strumenti didattici digitali non ha quindi generato timore o barriere cognitive, ma è stata accolta con naturalezza ed estremo entusiasmo, stimolando un immediato interesse all’uso pratico.

Dall’altro lato, vi è un imperativo etico e clinico fondamentale: l’apprendimento di abilità operative invasive non può e non deve più avvenire direttamente sulla pelle dei pazienti ricoverati. Procedure quali punture lombari, paracentesi, drenaggi o ecografie diagnostiche richiedono una curva di apprendimento manuale complessa che deve essere necessariamente protetta. Lo sviluppo della tecnologia medica mette oggi a disposizione simulatori antropomorfi ad alta fedeltà capaci di riprodurre con estremo realismo le caratteristiche fisiche e le risposte del corpo umano. In questo modo, l’errore clinico cessa di essere un rischio per il paziente e si trasforma in un momento pedagogico controllato e costruttivo.

L’Aula Informatica e la Realtà Virtuale di Organon

La prima colonna portante della modernizzazione didattica a Beira è rappresentata dall’aula informatica, concepita come un vero e proprio centro di apprendimento immersivo. L’infrastruttura, configurata operativamente nel settembre del 2025, si compone di due aule attrezzate con 15 tablet ciascuna, per un totale di 30 postazioni mobili. L’architettura formativa dell’aula si basa su due pilastri tecnologici integrati:

  • La piattaforma software di apprendimento: un archivio digitale contenente lezioni teoriche, spiegazioni dettagliate ed esercitazioni strutturate registrate, fornite dal corpo accademico della scuola di medicina dell’Università di Padova.
  • L’applicazione di realtà virtuale Organon: un software di ultima generazione che consente la visualizzazione in 3D di apparati e sistemi anatomici complessi.

L’uso di Organon permette agli studenti di superare l’astrazione bidimensionale dei classici libri di testo. Attraverso lo schermo del tablet, lo studente può interagire in tre dimensioni ed esplorare l’anatomia e l’istologia in modo flessibile. È possibile ruotare gli organi, isolare i singoli strati di tessuto, esaminare le connessioni vascolari e nervose e “toccare con mano virtuale” ogni struttura per comprenderne la funzionalità biologica. Il software integra anche un’area specifica dedicata all’ecografia.

Lo Skill Lab: quattro sale a complessità crescente

Nel settembre del 2025, lo staff accademico e i volontari hanno completato l’allestimento dello Skill Lab. Questo spazio è organizzato in quattro sale secondo criteri di progressiva complessità tecnica e logica disciplinare, permettendo un addestramento manuale strutturato:

  • La Sala della Maternità: Contiene un simulatore di parto completo con feto meccanico per esercitarsi nelle manovre di assistenza, simulatori ginecologici di gravidanza per valutare la crescita uterina, e un manichino neonatale intelligente dotato di vena ombelicale e sensori elettronici in grado di mostrare i segni vitali in tempo reale.
  • La Sala delle Abilità Manuali (Skill Room): Raccoglie i manichini ad alta fedeltà dedicati alle procedure cliniche invasive comuni come la puntura lombare (adulto e pediatrica), la tracheostomia, la paracentesi e il drenaggio toracico.
  • La Sala delle Abilità Ecografiche: Attrezzata con ecografi wireless di ultima generazione portatili e simulatori ecografici mirati, tra cui manichini per lo screening del tumore della mammella e simulatori pediatrici per individuare precocemente le malformazioni strutturali nel cranio del neonato.

 

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di Stefano Merigliano
Professore Ordinario di Chirurgia Generale.
Presidente della Scuola di Medicina.
Direttore Clinica Chirurgica 1 presso Università degli Studi di Padova.