Entro il 31 dicembre si concluderà la fase di candidatura per 45 imprese dell’agroalimentare di 9 Paesi del Sud America (Argentina, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana e Uruguay) che entreranno a far patre del progetto “Design Economy – Sostenibilità e Innovazione per la creazione e il rafforzamento di nuove PMI latinoamericane” realizzato da IILA e finanziato dalla Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri Italiano (DGCS-MAECI). Galileo Visionary District sarà il partner tecnico del progetto e si occuperà dell’intera fase operativa di formazione e supporto allo sviluppo dei progetti d’impresa assieme a una rete italiana e internazionale che comprende la B-Corp Nativa, il Politecnico di Torino, l’Universidad de Litoral e l’UCEMA (entrambe università di Buenos Aires)
Si conferma l’impegno in prima linea di Galileo Visionary District nello sviluppo di una Design Economy pienamente internazionale.
Grazie all’ormai consolidata collaborazione con IILA-Organizzazione Internazionale Italo-latino americana, Galileo Visionary District è partner tecnico del progetto “Design Economy – Sostenibilità e Innovazione per la creazione e il rafforzamento di nuove PMI latinoamericane”, iniziativa finanziata dalla Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri Italiano (DGCS-MAECI).
Alla fine di novembre è stato lanciato infatti un bando internazionale
pensato per accompagnare 45 piccole e medie imprese dell’intera filiera agroalimentare, provenienti da nove Paesi dell’America Latina (Argentina, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana e Uruguay) in un percorso di aggiornamento e crescita strategica.
E se le candidature si concluderanno il 31 dicembre 2025 il percorso di formazione, impegnerà ben 5 mesi: dal gennaio al maggio del prossimo anno.
Attraverso webinar, workshop e sessioni di mentoring le Pmi del Sud America si confronteranno con i professionisti dI Galileo Visionary District e di una rete italiana e internazionale che comprende la B-Corp Nativa, il Politecnico di Torino, l’Universidad de Litoral e l’UCEMA (entrambe Università di Buenos Aires) su temi strategici per la competitività contemporanea: design e cultura dell’innovazione come leve per ripensare prodotti, processi e modelli di business; Start Up e innovazione d’impresa per le PMI della filiera agroalimentare; comunicazione e identità di marca come strumenti per valorizzare il patrimonio agroalimentare latinoamericano; sostenibilità, economia circolare e upcycling ma anche tecnologie digitali applicate alla produzione e alla gestione dei processi sull’evoluzione dei mercati globali come opportunità anche per le Pmi.
In fase di candidatura ciascuna azienda potrà presentare un’idea progettuale legata ai temi della design economy e alle tematiche dei moduli formativi, che sarà valutata da una commissione per selezionare 5 idee di progetto che parteciperanno a una ulteriore fase di assistenza tecnica.
Durante questa fase le aziende e le idee di progetto selezionate potranno giovarsi di un percorso che prevede mentoring personalizzato, supporto allo sviluppo dell’idea di progetto, supporto alla definizione del concept e delle modalità di concretizzazione dell’idea di progetto, supporto alla preparazione di una presentazione finale da allegare come materiale a supporto del percorso di assistenza tecnica ricevuto.
«Questo progetto» spiega il direttore dI Galileo Visionary District Emiliano Fabris «rappresenta un ulteriore passo nel nostro percorso di sostegno all’ecosistema imprenditoriale internazionale, consolidando il ruolo del design come motore di trasformazione culturale, economica e sociale. Con il progetto “Design Economy” confermiamo la nostra volontà di costruire ponti tra territori, conoscenze e imprese, generando valore condiviso e contribuendo alla crescita sostenibile delle PMI latinoamericane in un settore strategico come quello agroalimentare. Il nostro obiettivo non è soltanto trasferire competenze, ma attivare nuovi modelli di pensiero, rafforzare la cultura progettuale e favorire connessioni solide tra design, tecnologia, sostenibilità e sviluppo d’impresa».