Dalla diagnostica oncologica basata su microonde sicure all’intelligenza artificiale applicata alla gestione delle richieste dei pazienti nei centri clinici; ma anche dispositivi portatili per il neuroimaging cerebrale, piattaforme di telemedicina, fino alle tecnologie per la rigenerazione dei tessuti e la sedazione digitale in realtà virtuale. È un panorama ampio e specializzato quello rappresentato dalle 16 aziende italiane presenti al World Health Expo (WHX) 2026 di Miami, in Florida, in programma dal 17 al 19 giugno. La missione è coordinata dall’ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
WHX Miami, in passato nota come FIME, è una piattaforma internazionale di riferimento per l’incontro tra operatori, produttori, distributori, strutture sanitarie e professionisti della filiera healthcare. La manifestazione copre diversi settori, dai dispositivi medici alla diagnostica, dalle tecnologie digitali per la sanità alle soluzioni per ospedali, cliniche, laboratori e professionisti del settore, riunendo più di 15mila professionisti e 1300 espositori da oltre 120 Paesi del mondo.
I numeri del comparto
Il contesto industriale italiano conferma la solidità della presenza a Miami. Secondo i dati di settore riportati da Confindustria Dispositivi Medici, nel 2025 il mercato italiano del comparto ha raggiunto un valore di quasi 19 miliardi di euro, includendo vendite interne ed esportazioni, con più di 4600 aziende e oltre 130mila addetti. La filiera comprende 2774 aziende manifatturiere, 1511 distributori e 363 fornitori di servizi coinvolti nella produzione, commercializzazione e manutenzione delle tecnologie medicali sul territorio nazionale.
Si tratta di un ecosistema altamente diversificato, innovativo e specializzato, nel quale le piccole e medie imprese rappresentano circa il 94% del totale e continuano a essere un motore fondamentale di ricerca, sviluppo e competitività. L’Italia si conferma tra i principali hub europei del medical technology, terza in Europa per dimensione del comparto dopo Germania e Francia.
Sul piano internazionale, l’export italiano di dispositivi medici supera i 6 miliardi di euro l’anno. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato extraeuropeo per il settore: nel 2024 le esportazioni italiane verso gli USA hanno raggiunto circa 860,8 milioni di euro, confermando la rilevanza strategica delle relazioni transatlantiche per l’industria medtech italiana.
Il padiglione italiano a WHX Miami 2026
La delegazione italiana a WHX Miami 2026 riflette la varietà di un ecosistema in cui industria, ricerca, manifattura specializzata e servizi avanzati convergono su alcune delle principali sfide della sanità contemporanea. Nel padiglione trovano spazio soluzioni per la diagnostica precoce, la medicina rigenerativa, la digital health, la telemedicina, l’assistenza clinica, la chirurgia, la salute femminile, la neuroriabilitazione e il supporto ai processi di internazionalizzazione.
Accanto a produttori storici e PMI innovative, la presenza italiana include startup medtech, aziende biotech, realtà specializzate in nutraceutica, dispositivi laser, indumenti compressivi post-operatori, tecnologie per la riabilitazione, sistemi di monitoraggio cardiopolmonare e piattaforme editoriali B2B per la connessione tra produttori e distributori. A completare il quadro, il contributo della ricerca universitaria applicata, con lo sviluppo di prototipi e sistemi di disinfezione basati su tecnologie luminose eco-compatibili.
Le realtà che compongono il padiglione italiano a WHX Miami 2026 sono: Farmaflor (Piasco, Cuneo), Ferrucci Group (Bisceglie, Barletta-Andria-Trani), HC Italia (Opera, Milano), Rigenera HBW–Human Brain Wave (Candiolo, Torino), Icarus (Cagliari), Infomedix (Viterbo), IngeniArs (Pisa), Lo.Li. Pharma International (Roma), LUMED (Opera, Milano), Medency (Vicenza), Revée (Andezeno, Torino), Rilemo (Robbiate, Lecco), UBT–Umbria Bioengineering Technologies (Rivotorto di Assisi, Perugia), Università di Siena (Laboratorio di Public Hygiene), WISE (Cologno Monzese, Milano) e XCOPE (Milano).