“Novecento” di Alessandro Baricco è anche la storia del pianista nato e vissuto su una nave, che dalla nave mai scese, e che incantò i propri desideri uno a uno, suonando la propria musica. Cinque anni fa, invece, un camminatore ha lasciato la propria nave, e ci è tornato sopra per raccontare un’altra storia, forse con lo stesso finale.

Il 13 settembre è ormai passato, quindi si può dichiarare senza timore scaramantico: Pieroad ce l’ha fatta, Nicolò Guarrera è a casa. Dopo cinque anni, più di 1800 giorni e circa 36100 km, Nicolò è tornato nel suo paese natio, Malo, in provincia di Vicenza, concludendo il giro del mondo a piedi. Il lungo viaggio verso casa è iniziato, retorica a parte, il 31 agosto 2025, quando Nicolò ha rimesso piede in Italia, a Trieste, invitando chi l’ha seguito in questi cinque anni a fare un pezzo di strada con lui, fino alla tappa finale di Malo. Abbiamo colto la palla al balzo, incronciandolo sulla strada per Camposampiero, quartultima tappa del suo viaggio. Tra la pioggia, le persone attorno, gli appuntamenti e gli ultimi sforzi, abbiamo provato a chiedere a Nicolò e al suo progetto Pieroad come si sentisse, cos’ha scoperto lungo il cammino, cosa avesse trovato alla fine di esso. Abbiamo estrapolato un pezzetto di storia fatta di limiti, di un corpo che comprende sé stesso, di desideri che vengono sospesi come un “pianista sull’oceano”. Le risposte di Nicolò nel breve reportage tra le strade della provincia padovana.