Di quale materia è fatta la democrazia? A guardare le cosiddette ‘grandi democrazie occidentali’, la forma di governo che per definizione coinvolge tutto il popolo di una nazione nell’esercizio del potere ha come elemento principale la parola. Parlamenti, congressi, consigli: ogni esercizio democratico ha come caratteristica fondamentale il dialogo, la discussione e la mediazione tra le diverse posizioni, per cercare poi una via che possa risultare utili alla più ampia maggioranza di cittadine e cittadini.

Facile a dirsi, difficile a farsi, da quel che si percepisce nei grandi consessi politici e attraverso la comunicazione dei nostri tempi. Tempi in cui sembra l’uomo forte a farla da padrone, nell’oscillazione perpetua e continua nella quale, quando si tocca la degenerazione collettiva, il pendolo della volontà popolare reclama la persona singola in grado di risolvere ogni problema, per il bene della nazione. Viene da porsi dunque una domanda cruciale, un dubbio figlio della convinzione dei tempi, dove ci è stato insegnato che il potere parlamentare è ciò che si auspica per uno stato: ma la democrazia è (veramente) la miglior forma di governo?

La parola per la parola, il dialogo al servizio del dialogo, e quindi della democrazia. A tale domanda tenteranno di rispondere le due squadre che si sfideranno venerdì 6 novembre, nella Sala dei Giganti di Palazzo Liviano a Padova, per la finale del Botta e Risposta World Cup, la prima competizione internazionale di dibattito. L’evento seguirà le due semifinali di mercoledì 4 e giovedì 5 novembre, dove le quattro squadre coinvolte dovranno dibattere sui temi relativi al dualismo tra ignoranza e conoscenza, nel primo giorno, e tra talento e perseveranza, nel secondo. Italia contro Kosovo, Stati Uniti contro Albania-BIelorussia: tra queste quattro usciranno le due finaliste che discuteranno, secondo il protocollo Patavina Libertas, in merito al valore della democrazia e alla sua effettiva utilità e giustezza.

Il protocollo Patavina Libertas è uno dei modi con i quali si dibatte, nel mondo, ed è la modalità padovana promossa dal professore di Teoria dell’argomentazione dell’università di Padova Adelino Cattani e dalla Palestra di Botta e Risposta, che con l’associazione DiCo – Dibatto e comunico promuovono nella città e sul territorio nazionale l’arte dell’oratoria e della disputa cortese. Obiettivo: non “convincere l’avversario”, ma “convivere”, cioè vivere insieme, una volta comprese le ragioni dell’uno e dell’altro.

Nel protocollo Patavina Libertas ogni squadra ha a disposizione un tempo prestabilito per portare i propri argomenti a supporto di una tesi oppure contraria a essa. Le diverse fasi sono il prologo, la prima e la seconda argomentazione, il dialogo socratico alle argomentazioni, la replica e la difesa, l’epilogo. Nel caso specifico della finale della Botta e Risposta World Cup, una squadra sarà ‘pro’ democrazia, l’altra invece sarà ‘contro’. Particolarmente importante è la fase del dialogo socratico, in cui un componente di una squadra mette alla prova l’altro attraverso una serie di domande volte a far vacillare gli argomenti precedentemente esposti.

Il dibattito, in generale, è una forma di democrazia: un atto democratico dove una squadra ascolta l’altra, ne capisce le intenzioni e le posizioni, controbatte e argomenta nel merito e soprattutto mette in discussioni i propri argomenti, in un esercizio collettivo di messa alla prova di particolari istanze attraverso l’uso della ragione e della dialettica. La finale è solo un pretesto. Ciò che conterà realmente sarà il risultato che uscirà da una discussione su un tema delicato come la democrazia governativa: un farmaco che possa ispirare per tornare realmente a discutere, senza tifo e senza proclamazioni mediatiche, nella vita di tutti i giorni. Compresa quella parlamentare.

Per approfondire: https://www.youtube.com/watch?v=1VhDMulgEK4&t=2s

 

 

di Damiano Martin