Il teatro è un posto dove gli ostacoli tra gli individui per un momento si azzerano e le persone trovano il modo per esprimere sé stesse. Questo luogo non è costituito solamente da un palco dove assumono forma delle rappresentazioni, è invece un importante scenario dove l’inclusione sociale prende vita. In questo senso un caso peculiare è costituito dal Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” (TSV). Si tratta di un ente pubblico fondato nel 1992 dalla Regione Veneto e dai Comuni di Venezia e Padova per offrire una programmazione teatrale stabile e di qualità. Nasce con due sedi storiche: il Teatro Goldoni di Venezia (1622), il più antico ancora attivo in città, e il Teatro Verdi di Padova (1751), inizialmente lirico e poi dedicato anche alla prosa. Creato anche per celebrare i 200 anni dalla morte di Goldoni, il TSV è diventato un punto di riferimento che unisce tradizione e innovazione teatrale. Dal 2019 gestisce anche i teatri Mario Del Monaco di Treviso e delle Maddalene di Padova, ampliando l’offerta con musica e lirica. Negli ultimi anni ha intensificato il suo impegno su accessibilità e inclusione, per rendere il teatro più accogliente e fruibile a tutti. In questo senso anche grazie alla scelta di disposizioni che rispettano i principi della Progettazione Universale, ha cancellato barriere fisiche, sensoriali e comunicative che potevano essere di ostacolo a chi volesse partecipare a uno spettacolo, con l’obiettivo della diffusione a teatro verso un pubblico più variegato, di età diverse e proveniente da tutti gli ambienti sociali.

In termini di esempi concreti, Claudia Marcolin, direttore generale della Fondazione TSV – sostiene che “da anni siamo impegnati in progetti volti a trasformare gli spazi dei nostri teatri in luoghi accessibili alle persone con disabilità anche attraverso la dotazione di strumenti tecnologici e processi di digitalizzazione utili a rendere sempre più inclusivi i nostri servizi, dalla partecipazione agli spettacoli alle visite guidate”. Vengono adottati l’uso di tablet e occhiali smart specifici per la lettura dei sottotitoli così come vengono offerte delle cuffie per l’amplificazione del suono per ipoacusici. Sono poi fornite audiodescrizioni per spettatori ipovedenti e persone sorde per facilitare la visione dello spettacolo. Un’altra particolarità sono i tour tattili, grazie a percorsi particolari gli utenti ciechi hanno la possibilità di salire sul palcoscenico nel momento prima dello spettacolo esplorando scenografia e costumi. Tra i vari progetti adottati dal TSV in ambito sociale ci sono due che meritano una particolare menzione: “per Aspera ad Astra” e il progetto “STORM”.

Il primo è un percorso formativo teatrale che, arrivato alla quinta edizione, coinvolge i detenuti dell’Alta Sicurezza della Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova, che ha l’intento di riconfigurare il momento carcerario tramite cultura e bellezza. In particolare, viene elaborata la messa in scena di una drammaturgia dell’opera “La Tempesta” di Shakespeare. Il progetto dal 2018 ha coinvolto più di 1000 detenuti che prendono parte a percorsi professionalizzanti nel mondo del teatro che riguardano non solamente attori ma anche profili tecnici come costumisti, fonici, addetti alle luci. Nell’ultima edizione tenuta dal gruppo di lavoro organizzato da Matricola Zero, Gabriele Vacis e Maria Cinzia Zanellato, i partecipanti hanno l’opportunità di riflettere grazie al testo di Shakespeare sul tema del cambiamento personale che è argomento di analisi in particolar modo nella fase di drammaturgia collettiva.

Il secondo progetto riguarda la salute mentale e prende ispirazione sempre da Shakespeare, il suo nome completo è  STORM- Shakespearean Theatre for Outlasting Resilience in Mental Health. Si tratta di uno spettacolo che prenderà vita nell’estate 2026 e che vedrà lavorare il regista Frank Heul, la drammaturga veneta Marta Dalla Via, due attori, un ricercatore di teatro shakespeariano assieme a uno psicologo specializzato nelle difficoltà giovanili. L’opera vedrà coinvolti 90 giovani di diverse nazionalità tra i 18 e 25 anni in tre laboratori che si svolgeranno in Italia, Germania e Romania con lo scopo di proporre un’opera internazionale basata sulla salute mentale. Questo percorso consentirà di combattere i tabù collegati alla salute mentale, fornire gli attori competenze artistiche utili alla gestione delle emozioni e superare situazioni di difficoltà. Le accortezze del TSV e i progetti visti rendono il teatro un posto peculiare dove intraprendere un percorso di forte e reale inclusione sociale. Un luogo sicuro dove non lasciar dietro nessuno e permettere a chiunque di poter godere la magia degli spettacoli unendo in un momento unico attori, spazio e pubblico.

 

di Marco Camporese