Una firma in calce a una petizione, al destinatario puo’ fargli il solletico o procurargli qualche pensiero. Sottovalutare ciò che in Europa viene fatto contro l’ambiente, oggi è come accettare l’uso dei pesticidi in agricoltura, di abbassare l’attenzione sulla deforestazione, non combattere il cambiamento climatico, ignorare frane e alluvioni. Storie di tutti i giorni, come nella vecchia canzone. E di questi tempi, se guardi a quello che accade a Niscemi: basta e avanza. Ma eccola qui una storiella che ci dà il senso dell’essere comunità.

Proteggere l’habitat dai pericoli naturali e antropici è la mission di decine di organizzazioni. Per fortuna ci sono. Sono loro che scendono in piazza per difendere principi generali, azioni preventive, proporre soluzioni a problemi che riguardano la vita di milioni di persone. Sono pacifiche e non turbano o lacerano la politica con le norme antiviolenza.

Il WWF è tra le più antiche di queste organizzazioni ambientaliste e in questi giorni lancia in Italia una petizione pro-ambiente: “Giù le mani dalla Natura”. Lo scopo è fermare la deregolamentazione sulla sostenibilità ambientale in corso nell’UE. A Bruxelles e Strasburgo non sono matti, semplicemente fanno il gioco dei quattro cantoni: uno scappa di qua, l’altro arriva di là e le regole ambientali si allentano, si cancellano. a petizione nasce da un’iniziativa dalla coalizione #HandsOffNature, che riunisce gli attivisti dei 27 paesi europei. Le istituzioni UE stanno rivedendo e indebolendo alcune delle principali leggi che proteggono ambiente e salute pubblica. Si parte da qui e si arriva alla protesta via web.

Nelle forze politiche più attente alle tematiche ambientali c’è malcontento e ci sono fiumi di proposte ed emendamenti per fermare lo scivolamento. Ma in Europa i provvedimenti passano a maggioranza o addirittura all’unanimità. “ L’Europa dispone di leggi tra le più avanzate al mondo – si legge nella petizione – costruite in decenni per proteggere le persone e la natura. Indebolire le tutele ambientali significa far pagare il prezzo a noi, ai nostri figli, alle generazioni future”.

Negli ultimi mesi sono stati avviati o approvati, interventi potenti come la Direttiva Quadro sulle Acque, il Regolamento contro la deforestazione (EUDR), la Direttiva Habitat, oltre a norme molto tolleranti su pesticidi e sicurezza alimentare. Insomma, una perfetta deregulation voluta da chi ha il potere di veto o interessi collegati a salute, aree pubbliche, coltivazioni intensive. Sono decisioni che attestano la demarcazione di visioni politiche sul clima, sulle attività economiche, sulle strategie dei gruppi di influenza per delimitare in qualche modo, le iniziative degli ambientalisti. Ma non possono essere questi i fondamentali di un continente di 450 milioni di abitanti, esposto a tutti i tipi di pericoli.

Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità ci ricordano quanto i territori e le città siano vulnerabili, permeabili a fenomeni devastanti e tragici. Il WWF con la petizione pubblica, mostra di avere fiducia nei cittadini affinchè la loro voce faccia più di un solletico a 720 parlamentari europei. Sono loro o no, che devono avvertire il peso di calamità naturali e possibili lutti che vanno affrontati con leggi adeguate. Se rivedono norme che ci proteggono forse non si fanno troppe domande sul domani. Leggano la petizione, almeno.

 

Di Nunzio Ingiusto