Nel mondo aziendale quale connotazione può assumere la parola leadership per migliorare il rendimento di un team? Essere leader implica anzitutto ispirare e guidare gli individui, verso il raggiungimento delle loro aspirazioni, fornendo un modello virtuoso. L’azione del leader si concentra su tre focus: Purpose, lo scopo che motiva la persona, People, relativo al benessere delle persone e connesso alla mission aziendale, Performance, collegato ai risultati attesi dall’attività dei lavoratori. In questa sede esamineremo un particolare tipo di leadership che sta prendendo piede all’interno delle aziende.

Si tratta della leadership gentile, intesa come metodo di guida di una attività in cui i termini come empatia, rispetto reciproco e ascolto consapevole sono posti al centro.

Questo modello si contrappone al pensiero, diffuso in particolare in passato, che un dirigente debba essere autoritario e intransigente per conseguire gli obiettivi aziendali. La leadership gentile dimostra infatti che arrivare a dei traguardi di valore perseguendo un atteggiamento umano e inclusivo è possibile.

Come ha ben evidenziato Guido Stratta, direttore People and Organisation del gruppo Enel e CEO dell’Accademia della gentilezza, il termine leadership si sta spostando dal cosiddetto “command and control”, rivolto all’ esclusivo perseguimento dei risultati, a una guida maggiormente attenta alla relazione, al rispetto delle virtù e del talento delle persone. Tutto ciò senza ovviamente dimenticare l’ottenimento degli obiettivi che sono stati posti.

Tra le qualità che emergono nel leader gentile, troviamo in primo luogo l’empatia come capacità di calarsi nella realtà del dipendente e sentirsi nei suoi panni comprendendo sentimenti e aspettative. Un capo empatico è capace di individuare le necessità e le apprensioni di chi compone il suo team di lavoro, fornendogli forza e supportandolo in maniera adeguata. Questo è di fondamentale importanza perché in un luogo di lavoro in cui i lavoratori si sentono compresi, la produttività tende a migliorare in quanto le persone performano meglio quando percepiscono la presenza di un capo che si preoccupa davvero per loro.

Il leader che possiede questa particolare qualità,inoltre, non si ferma a ordinare o presentare la propria opinione ma impiega parte del suo tempo nell’ascolto attivo di considerazioni, aspettative e feedback dei suoi dipendenti. Questo elemento contribuisce a realizzare un ambiente in cui i membri del team si sentono a loro agio nell’esprimere le proprie valutazioni con la consapevolezza che le loro idee avranno un peso e le loro proposte saranno prese debitamente in considerazione. In questo senso questo meccanismo facilità la risoluzione dei problemi perché le soluzioni più efficaci provengono dal confronto di più persone.

Un altro elemento cardine per l’applicazione di questa leadership è il rispetto reciproco che, se esiste, permette, a tutti i membri di dare il massimo nell’espletamento dei loro compiti. Di pari passo va la fiducia, infatti quando un leader si fida della propria squadra e delega i compiti, può contare su dipendenti maggiormente motivati al raggiungimento dei risultati.

Una buona comunicazione è poi alla base nel mantenimento di un clima sereno e disteso in questo modello soprattutto per i momenti di crisi o di cambiamento. Una ricerca condotta da EY e SWG nel 2024 ha identificato la gentilezza come una qualità strategica per la leadership aziendale, l’88% dei responsabili intervistati considera la comunicazione una chiave utile per il posizionamento aziendale.

La leadership gentile infine non si limita a implementare un luogo di lavoro più disteso e inclusivo, ma consente anche di migliorare la motivazione e la produttività dei dipendenti. Scegliere questo approccio significa perseguire il benessere dei propri dipendenti e nella crescita sostenibile dell’azienda. Questo conduce al successo che non sarà appannaggio dell’azienda in sé ma di tutte le persone che lavorano collettivamente all’interno di quella società.

 

di Marco Camporese