La frana di Petacciato in Molise divide l’Italia in due. Il fenomeno riguarda una superficie di circa 4 km², con un fronte di circa 2 chilometri. Sono ore difficili per centinaia di persone che hanno dovuto abbandonare le abitazioni. “Per tornare alla normalità ci vorranno mesi ” ha detto il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. Domani il Consiglio dei Ministri stanzierà i primi fondi per l’emergenza.

Superare le emergenze

Non è la prima volta che il Paese è spezzato in due perché l’Italia resta fragile, esposta a rischi di ogni tipo. Si dice che questa di Petacciato sia una delle frane più pericolose d’Europa, nota ad esperti ed autorità. Abbiamo davanti agli occhi ancora il disastro di Niscemi. Ma perché l’Italia non riesce a superare queste emergenze ? Petacciato si poteva evitare ? I geologi italiani sono tra i più attenti a questi fenomeni che andrebbero gestiti diversamente.

“ Nel 2021 la Regione Molise annunciava l’imminente gara di progettazione per il consolidamento idrogeologico del versante Nord-Est a valle dell’abitato di Petacciato”,  dice Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale. “C’era un impegno economico complessivo di oltre 40 milioni di euro, uno dei più ingenti investimenti mai stanziati in Italia per la mitigazione dei rischi di dissesto”.  Non si è mosso nulla e  sempre per l’inerzia della Pubblica amministrazione. “Anche le statistiche della Corte dei Conti- aggiunge Fiore- dicono che mediamente servono cinque anni dalla progettazione alla completa realizzazione delle opere necessarie”.  Per Petacciato, il bando per l’affidamento di progettazione esecutiva e realizzazione dell’intervento è stato pubblicato solo a dicembre 2025, a fronte di eventi che richiederebbero interventi molto rapidi. I disastri lungo la penisola,  evidentemente, non tengono conto della burocrazia.

Gli effetti del cambiamento climatico

Sulle zone a rischio incide molto anche il cambiamento climatico che aumenta l’intensità e la frequenza delle piogge. “Si- prosegue il presidente dei geologi- e qui dopo giorni di piogge intense, si sono riattivate le frane lungo il Corridoio Adriatico. Il crollo del ponte sulla Strada Statale 16, al confine tra Molise e Abruzzo sul Fiume Trino, ha segnato una prima ferita infrastrutturale”. L’autostrada A14 nel tratto tra Vasto Sud e Termoli resta interrotta. La ferrovia è bloccata. Centinaia di persone si servono dei bus a disposizione per spostarsi. La durata  della sospensione dei servizi, sia per persone che per merci, è incerta. Nei giorni di Pasqua i disagi sono raddoppiati anche per le cattive condizioni meteo. La Puglia è completamente scollegata dal Molise.

La prevenzione “incapace”

Quando l’Italia riuscirà a dotarsi di strumenti di prevenzione adeguati ?  “Il sistema amministrativo e le procedure di pianificazione- spiega Fiore- risultano spesso incapaci di sostenere la rapidità con cui si manifestano i disastri, lasciando le Regioni vulnerabili come la Puglia esposte a lunghi periodi di isolamento e crisi economica. Questo scenario impone un urgente cambio culturale nella gestione del territorio, con una programmazione e una prevenzione più efficaci e rapide, capaci di rispondere alle nuove sfide di un Paese geologicamente fragile e sempre più soggetto a eventi estremi”. Un brutto ritornello.